vigne-eroiche

Jaccod Mauro
Consiglio amministrazione CERVIM

2011

Può capitare a volte di sentirsi un po’ fuori dal mondo, guardare la televisione, leggere i giornali, sentire numeri impressionanti e cifre da capogiro, milioni di bottiglie prodotte, milioni di euro di fatturato, centinaia di ettari interessati. Poi pensare alla propria realtà, alle proprie vigne, alla propria cantina e a come sia possibile confrontarsi con quel mondo, senza però trovare soluzioni e ciò per il semplice fatto che un tale confronto non è possibile.
Come ci insegnavano a scuola tempo addietro, sarebbe come sommare le pere con le mele.
Vigne dieci, cento volte più piccole, basse rese, basse produzioni, arrampicate su pendii improponibili, muretti a secco che sono monumenti alla tenacia, altitudini proibitive e rese a ettaro che non rendono giustizia, in compenso meglio non contare le giornate di lavoro.
Per fortuna alla matematica dei numeri si aggiunge la passione di vignerons geneticamente caparbi, così nonostante la logica del massimo profitto col minimo sforzo, troviamo ancora nelle nostre montagne e nelle nostre isole vigneti e vini che sono veri e propri libri di storia per chi ha la sensibilità e la voglia di leggerli.
Ma non siamo soli, sparse in tutta Europa vi sono altre vigne, altri vignerons dalle mani robuste e con la pelle bruciata dal sole, che hanno il nostro stesso sentire, poiché la vite è un prodotto della terra che unisce. Il sole che fa maturare l’uva ai piedi del Monte Bianco è lo stesso che scalda i grappoli della Galizia in Spagna, o della Mosella in Germania, oppure delle Cinque Terre, della Stiria in Austria, lungo le pendici dell’Etna in Sicilia, delle isole della Dalmazia, di Banyuls in Francia, della Svizzera, in Portogallo, della Costiera Amalfitana o della Valtellina e altri ancora, così come lo stesso è l’incedere di quell’uomo che vi lavora.
Piccoli, isolati e sparsi in tutta Europa non si va da nessuna parte, ma insieme soprattutto oggi in tempo di politiche comunitarie, si può raggiungere una certa massa critica riconoscibile che possa far sentire la propria voce.
Questo è uno degli scopi del CERVIM, centro di ricerca internazionale per lo studio, sviluppo e salvaguardia della viticoltura eroica, nato nel 1987 e che ha sede in Valle d’Aosta.
Ente che riunisce quelle zone viticole che hanno difficoltà strutturali, geografiche e che hanno le valenze sopramenzionate oltre che altri parametri vincolanti.
Tutte queste zone messe insieme raggiungono circa il 3% della viticoltura mondiale, è quindi evidente il grande divario numerico ed economico che separa queste realtà da quelle di collina o di pianura. Per questi motivi il CERVIM si prefigge la difesa, la salvaguardia e il sostegno di paesaggi fatti di vigne e viticoltori, depositari di valori culturali tradizionali e storici unici.
In anni come questi dove la globalizzazione ha raggiunto anche il mondo vitivinicolo standardizzando produzioni e gusti, un plauso va a Proposta Vini che ha saputo richiamare l’attenzione di consumatori attenti verso un’espressione storica e culturale unica, quale la viticoltura, ormai riconosciuta come viticoltura eroica.

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