E il vino? Cosa c’entra il vino? Oh se c’entra! Il vino è come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita,
le altre opere, il carattere del poeta, quando si entra in confidenza con l’ambiente dove è nato, con la sua educazione, con il suo mondo. La nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un oggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre,
di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati.
Che cosa dice l’odorato, e il palato, quando sorseggiamo un vino prodotto in un luogo, in un paesaggio che non abbiamo mai visto, da una terra in cui non abbiamo mai affondato un piede, e da gente che non abbiamo mai guardato negli occhi, e alla quale non abbiamo mai stretto la mano? Poco, molto poco.

groupageMARIO SOLDATI,
Vino al vino, Mondadori, Cles 2006, p. 77

2012

Italo arriva con dei campioni e, come tante altre volte, ci apprestiamo ad assaggiarli.
Come tante altre volte, seguendo un sorta di rito, critichiamo le etichette, pesiamo le bottiglie, disquisiamo sui tappi e, come sempre, scherziamo e spettegoliamo.
Versiamo il vino nei bicchieri, attentamente l’osserviamo in controluce, l’annusiamo e, proprio mentre lo stiamo avvicinando alla bocca, Italo dice:
Personaggio davvero interessante questo produttore, dovresti conoscerlo!
Diamo dunque un primo sorso e il vino pare eccellente
d’ora in avanti sceglierò solo le persone... mormora quasi tra sé e sé.
Lì per lì sembra una battuta ma, improvvisamente, dopo aver sentito quelle parole, pronunciate
con vigore e convinzione, mi accorgo di comprenderne il vero, profondo significato.
C’è un aspetto, nel suo caratteraccio, che gli permette di fare con bravura e accortezza il difficile lavoro di selezionatore ed è l’onestà intellettuale che, unita a un’assoluta libertà di giudizio, gli dona
quell’indispensabile leggerezza lontana da mode, guide o stereotipi.
Parlando poi, mi confida un suo sogno segreto che è quello di riuscire a indovinare le fattezze e il
carattere di un produttore solo assaggiando il suo vino.
E così, continuando a questionare in un’atmosfera surreale, e quasi a cercare conferme, cominciamo
a fare un elenco di persone con le quali collaboriamo da anni e con le quali abbiamo rapporti personali forti, autentici e che vanno oltre, a volte ben oltre, la relazione di lavoro.
I loro nomi ci arrivano così, come da un vecchio giradischi, a ondate...
Francesco, Ivo, Tiziano, Roberto, Stefano, Damijan, Andrea, Marisa, Salvo, Luca, Salvatore, Ugo, Daniela, Paolo, Mauro, Franca, Mirko, Giuliano, Antonio, Checco, Carlo, Nadia, Renato, Fiorenzo, e poi ancora Nino, Vigilio, Renzo, Lino, Livio, Armando, Teresa, Rita, Gianni, Marco, Lucia, Gigi, Maurizio, Walter, Franco, Alberto, Mariella, Rino, Dario, Manuela, Silvio, Tullio, Miriam, Benito, Claudio, Mario, Riccardo, Ezio, Davide, Marino, Gianluca, Diego, Matteo, Sergio, Gabriella,... e ancora Antonia, Ennio, Fabio, Natale, Bernard, Ambra, Gianpietro, Nicola, Luciano, Lorenzo, Cipriano, Alfio, Sandro, Barbara, Filippo, Augusto, Hannes, Franz, Raffaele, Giordano, Giovanni, Elia, Piergiovanni, Gianfranco, Adriana, Fausto, Ciro, Piero, Restituta, Luigi, Enzo, Domenico,... e poi Graziella, Flavio, Loretta, Theo, Verena, Cristian, Silvia, Ofelia,...
Tanti altri ce ne vengono in mente e, ogni volta che ci chiediamo c’è qualcun altro?, ne salta fuori una mezza dozzina e, con un nodo alla gola, ci diciamo come passa il tempo...
Italo aggiunge anche qualcosa a proposito della saudade e della caducità ma non capisco bene cosa intenda perché tiene lo
sguardo a mezz’aria, come se parlasse con le nuvole.
Sono tante le persone con le quali lavoriamo da oltre 20 anni (anche 25, 26, 27 e 28) e alle quali dobbiamo riconoscenza e affetto, dal punto di vista professionale e da quello umano.
Alla fine ci siamo accorti che, in fin dei conti, avevamo sempre scelto uomini e donne. E loro avevano scelto noi.

A queste persone e a tante altre che non sono qui nominate va il nostro ringraziamento per aver con noi condiviso tanti anni di lavoro e di impegno.

GIANPAOLO GIRARDI

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