Un tutt’uno con la terra...

2006

...Non so se per voi è facile comprendere fino in fondo il significato di questo grande e planetario circo che, via via, si è venuto a costruire intorno al vino, ma vi posso assicurare che per me non lo è, e allo stesso tempo, per uno come me che è nato contadino e vuole morire contadino, non è facile capire come si possa rendere un vino “internazionale”...

...Per fare vino bisognava che io diventassi un tutt’uno con la terra, la madre di ogni cosa, la mia maestra perfetta che ha saputo afferrarmi per mano, guidandomi verso una maggiore conoscenza delle sue potenzialità e mi ha consentito di com- prendere non solo le sue mille sfumature, ma anche le regole che determinano quegli equilibri che al suo interno si vanno, via via, modificando...

...compresi che la terra sta alla vite per far nascere l’uva, come la terra sta all’uva per far nascere il vino. Quelle giare sotto terra, quelle viti vecchie come un uomo vecchio, quei meccanismi di vinificazione, semplici e antichi, in grado di realizzare vini unici, particolari, ricchi, vivi, ogni anno diversi fra loro, ma capaci, dopo vent’anni, di sembrare ancora mosti da vinificare, mi stregarono. Quella difficilissima semplicità di vinificazione e quei sistemi provenivano direttamente dalla storia e, in quella storia, vi era la conferma delle mie intuizioni di un vino che avesse un’anima, lontano dall’asetticità del tasting internazionale, un vino maturato direttamente nelle viscere della terra dalle quali, del resto, era venuto.

Così io faccio vino e così continuerò a farlo finché avrò la forza di farlo...

Francesco Josko Gravner

ANDREA ZANFI, Friuli terre uomini vino, Poggibonsi, Carlo Cambi Editore, 2004, pp.152-154.

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