il paesaggio

Proposta-vini-2008

 

Copertina-2008

«Paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni».

Convenzione Europea del Paesaggio, Firenze 20 ottobre 2000. Capitolo I

 

«... ed è il paesaggio perché esso è ritenuto lo scenario visibile in cui l’uomo ha esplicato ed esplica le sue attività».

GIULIANA ANDREOTTI, Riscontri di geografia culturale, pag. 57 

 

«Paesaggio e realtà geografica sono indissolubilmente legati tra di loro, e, come non esistono due realtà geografiche uguali, così anche i paesaggi sono unici e irripetibili: alla stessa maniera delle persone e del loro volto».

BENEDETTA CASTIGLIONI, Percorsi nel paesaggio, pag. 19

 

 

 

 

Ormai siamo abituati al dilagante ingresso di parole inglesi nel gergo quotidiano: termini usati nella loro esatta dizione oppure italianizzati.
Da questa colonizzazione del nostro lessico e del nostro vocabolario (non solo di quello italiano) rimane escluso, per ovvie ragioni, il mondo del vino nel quale la terminologia alla moda attinge esclusivamente al francese.
Ecco allora che anche noi italiani, pur avendo una storia vinicola ben più antica di quella francese, usiamo, a volte con enfasi, a volte con deferenza, spesso a sproposito mots come barrique, champenois, vieilles vignes, blanc de blancs, brut, cru, ecc.
Fra le tante parole francesi ormai d’uso comune anche in Italia ve n’è una pregnante ma intraducibile nella nostra lingua: terrior, meraviglioso vocabolario usato per indicare una serie di fattori legati al territorio, al clima, alla morfologia e alla geologia di un certo luogo e che sostanzialmente serve ad identificare in maniera univoca un determinato prodotto (francese).

Al fine di legare anche nella terminologia il vino italiano al territorio da cui proviene proponiamo di affiancare al termine terroir quello di paesaggio specificando appresso il nome del luogo inerente (es. Paesaggio Marchigiano).
La definizione di Paesaggio non può essere ridotta a quella di panorama, ambiente o vista piacevole. Essa, abbracciando la dimensione storica, si fa carico di una ben diversa profondità mettendo in evidenza le nostre radici culturali. A ciò dobbiamo far riferimento quando, nell’osservazione di un paesaggio, affiorano in noi aspetti emotivi ed evocativi come il ricordo, la nostalgia, la conoscenza, il trascendente, l’emozione estetica o semplicemente lo stupore.
Il termine paesaggio fa riferimento all’uomo, alla sua opera di trasformazione ambientale, al suo lavoro, al suo irrefrenabile desiderio di muoversi (porti, strade, sentieri), alla fame (mulini, campi), alla tenacia (terrazzamenti), alla paura (mura, castelli), alla lingua (toponimi), alla festa (sagre), ecc.
Pensiamo alle Cinqueterre, all’Isola di San Pietro, all’Alta Valle Isarco, al Collio, al Chianti, alle Langhe, al Garda, all’Etna, alla Valpolicella, al Vulture, ai Campi Flegrei, alla Costiera Amalfitana, alla Valtellina, al Monte Bianco, a Valdobbiadene e via via a centinaia.
Pensiamole tutte come zone vinicole ma anche come paesaggi che si presentano ai nostri occhi e al nostro cuore con tutto il loro carico di storia e bellezza: per tutto questo TERROIR non basta, PAESAGGIO dà invece un’idea di pienezza e completezza.
L’Italia è straripante di vini e ogni vino italiano ha un suo specifico paesaggio dal quale proviene e nel quale è radicato, a volte da millenni, in maniera indissolubile.
Il paesaggio custodisce e tramanda la memoria culturale e storica dell’uomo e il paesaggio della vite tramanda la memoria del vino e dell’uomo che lo produce: compagni di viaggio nel mondo mediterraneo.

GIANPAOLO GIRARDI

...finalmente anche quest’anno abbiamo completato il lavoro e stampato il catalogo. È così giunto il momento di ringraziare tutti coloro che, a vario titolo, hanno partecipato alla sua stesura: Gianpaolo Girardi, per le idee, la progettazione e il supporto che non ci ha mai fatto mancare; tutta la squadra di Proposta Vini veramente indispensabile per il lavoro quotidiano; i produttori, quelli storici, che da tempo condividono con noi questo percorso; le nuove realtà che sono entrate a farne parte e che speriamo trovino le giuste motivazioni per impegnarsi al meglio e trarne i dovuti profitti; Paolo Borsato per le fotografie; Paola Fabbri e Asako Hirano per le traduzioni; Rogelio Hernandez per i suggerimenti; il gruppo di Publistampa per la professionalità. Un grazie particolare a tutti gli agenti di Proposta Vini che auspichiamo possano continuare a starci vicini per spronarci a fare sempre meglio, sperando che possano apprezzare questo nuovo catalogo e farne la fortuna. Senza di loro e senza i nostri Clienti, che ringraziamo con molta stima, non potremmo raccontarvi nulla.

ITALO E ERIC

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