Nomi dei vini

Si guadagnò il pane e il vino mettendo
le parole nel posto delle parole
Prefazione di José Saramago al libro “Poesie” di Fernando Pessoa

 

2010

Le parole sono come le nuvole, qualcuna arriva da vicino, qualcuna da lontano. O da molto lontano.
Come le nuvole a volte sono leggere, a volte scure e minacciose, ma non sempre si notano.
Le nuvole portano pioggia, le parole significati.
Termini come filosofia, Napoli, repubblica, cristiano, America o radio traghettano la loro accezione originale. Le parole più usate, come i gesti abituali, sono levigate e ridotte all’essenziale ma immediate ed efficaci. Nel parlare quotidiano usiamo, spesso inconsapevolmente, molti termini che provengono da tempi remoti e che conservano traccia della loro origine e provenienza.

I nomi sono parole e quelli dei vini e dei vitigni esprimono miniere di forme, di immagini e di storia; ecco alcuni esempi di nomi che contengono l’indicazione della loro provenienza,
(ciò è sufficiente a smentire chi li definisce autoctoni):
franconia, garganega, grecanico, grechetto, greco, marsigliese, moscato d’alessandria, nero di troia, portoghese, turca, riesling renano...
altri belli e melodiosi:
albana, biancolella, dindarella, favorita...
o ridotti a suoni essenziali:
cirò, lagrein, prié, ruchè...
evocativi:
asprinio, bombino, cerasuolo, durello, foglia frastagliata, grasparossa, picolit, piedirosso, ribolla, schioppettino...
i Vini Verdi, tutti contenenti verd, verde (dal latino viridis):
verdea, verdealbara, verdeca, verdella, verdicchio, verdisio, verdushia, verduzzo...
quelli pertinenti alla sfera del sacro:
inferno, lacryma christi, sangue di giuda, san lorenzo, vino santo...
che indicano luoghi e paesaggi:
cinqueterre, costa d’amalfi, etna, frascati, gambellara, kalterersee, taurasi, valtellina, valpolicella...
legami storici con paesi:
brunello di montalcino, cacc’emitte di lucera, cerasuolo di vittoria, dolcetto di dogliani, fiano di avellino, lacrima di morro d’alba, marzemino d’isera, morellino di scansano, nero d’avola, nobile di montepulciano, prosecco di valdobbiadene, sagrantino di montefalco

o che esprimono forza o dolcezza:
cortese, dolcetto, malbo gentile, negroamaro, ortrugo, primitivo, raboso, soave

In tutti i nomi, antichi e antichissimi, ingentiliti dal tempo e dalle generazioni, percepiamo l’autenticità: trasmettono l’essenziale, in una gamma infinita di locuzioni e di intonazioni.
I nomi dei vini e dei vitigni contengono spesso i colori e i profumi dei loro paesaggi.

Per tutto ciò ci auguriamo d’imparare a scegliere i vini anche in base alla bellezza dei nomi che portano, sperando che il gusto ne sappia evocare la provenienza.

GIANPAOLO GIRARDI

Sfoglia il calendario 2010

Ricerca libera

Ricerca per Categoria