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"Proposta Vini: spigolature dal Catalogo 2018" - Soavemente Blog

"'Distributori appassionati di vini e tradizioni' così si definisce nel Catalogo 2018  Proposta Vini, l'azienda di distribuzione fondata circa trent'anni fa da Gianpaolo Girardi a Pergine Valsugana (Tn)......."

 

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"Distributori appassionati di vini e tradizioni" così si definisce nel Catalogo 2018  Proposta Vini, l'azienda di distribuzione fondata circa trent'anni fa da Gianpaolo Girardi a Pergine Valsugana (Tn). 

Non c'è che dire: la passione di Gianpaolo e del suo team si percepisce molto bene durante l'evento di presentazione del Catalogo presso il Montresor Hotel di Bussolengo, un appuntamento ch'è divenuto consuetudine e si conferma tra i più interessanti in circolazione per la particolarità e l'ampiezza delle "proposte" (135 erano le aziende presenti il 21 e il 22 gennaio scorsi).  Tantissimi i vini in assaggio e parecchie le novità: il catalogo, del resto, mette in fila ben 250 aziende italiane e un centinaio di aziende estere e oltre ai vini, spumanti e ai distillati, propone anche birre, sidro e oli. 

Non vi inganni il librone 2018: è un elenco, d'accordo,  ma  nasconde progettualità ben precise in merito al ricco patrimonio enologico italiano, con particolare attenzione alle zone viticole di antica tradizione,  ai paesaggi e finanche a percorsi sperimentali di piccole realtà produttive. Dietro al lavoro di selezione di Proposta vini c'è dunque  una missione culturale e ciò mi piace assai.  Potrete trovare, ad esempio il progetto delle  Bollicine da Uve Italiane, dei Vini Estremi, dei Vini delle Isole Minori del Mediterraneo e tanto altro, non ultimo il Progetto Piwi (con vini da varietà resistenti). Mi sono lasciata guidare da queste progettualità per un percorso di assaggi non lunghissimo  ( lunedì l'afflusso di pubblico era notevole), ma di indubbia soddisfazione.

Ho notato nel catalogo un buon numero di rifermentati in bottiglia, descritti come M.F. (metodo familiare), quindi, dopo aver assaggiato i  già conosciuti "col fondo" da glera di  Casa Belfi, Vallis Mareni e Antica Quercia, mi  sono accostata a  bottiglie sconosciute:

Eros Zanon di Miane (Tv) con la sua insolita e rara Boschera Colli Trevigiani, Vallarom di Avio Tn con l'equilibratissimo e saporito Vadum Caesaris (chardonnay, pinot b., sauvignon e riesling), Francesco Poli di Santa Massenza (Tn) con due rifermentati  Nosiola e Schiava di golosissima beva.

Tra i Metodo Classico, splendidi lo Chardonnay Dosaggio Zero 72 di Vallarom e il Trento Rosé Brut di Zeni. Da annotare anche alcune originalissime espressioni in quel di Romagna: mi riferisco a Tenuta Santa Lucia di Mercato Saraceno (Fc) con il Brut Famous ( da uve Famoso) e l'Extra Brut Zeno (da sangiovese).  Decisamente insolito il Trento prodotto dai fratelli Andrea e Giorgio Romanese dell'omonima cantina di Levico Terme (Tn). si chiama Lagorai ed è un Extra Brut a base chardonnay, che affina per lungo tempo a 20 metri di profondità, sul fondale del Lago di Levico. 

Tra i vini fermi assolutamente da segnare:

I vini di Silvano Clementi dell'azienda Villa Persani di Pressano di Lavis (Tn): tutti chiusi con tappo a vite, sono prima di tutto buoni ( anche certificati Bio e Vegan). Notevoli il Pinot Grigio Performance e  il bianco Aromatta (blend da varietà resistenti).

i vini di Baroni d  Pianogrillo di Chiaramonte Gulfi (Rg)  eleganti, fragranti, tutti da bere con assoluto piacere, in particolare il Grecanico e lo squisito Curva Minore (frappato e nero d'Avola).

Il Muller Thurgau Fuori Standard di Rudi Vindimian di Lavis (Tn), un macerato sulle bucce che arricchisce la gamma dei bianchi di notevole personalità.

Il Teroldego Rotaliano Due Vigneti di Cipriano Fedrizzi,  di Mezzolombardo, pieno ed espressivo.

La  Bonarda Vivace Ipazia di Andrea Picchioni,  squisita espressione dell'Oltrepò che  di bello ha tutto, a cominciare dal nome.

Il  Perdigiornu (vermentino, nasco, moscato di Calasetta) di Tanca Gioia (Carloforte) che ha carattere da vendere (in realtà tutti i buoni vini di quest'azienda li conoscevo già come U'Tabarka).

Lo spettacolare Zibibbo  secco Grotta dell'Oro, (seguito dalla versione passita) di Hibiscus (Ustica). 

Per il resto eccomi a  salutare amici  produttori per riassaggiare assieme: il Bardolino SP di Silvio Piona, il Chiaretto e il Bardolino di Giovanna Tantini, la particolare Garganega Caliverna di Virgilio Vignato, il Vespaiolo di Villa Angarano, i Soave di Le Battistelle, i Lugana di Cà Lojera (ma che dire del nuovo M.C. Rosé de Saignée?), Il Refosco Lison Pramaggiore di La Frassina, l'Eclisse e il Radice di Palrrinieri...  Insomma, tanta roba (buona)."

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