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Un vino "grato al stomaco, utile a' nervi e giocondo al palato".
Uve
Nebbiolo (Chiavennasca)
Vigneto di provenienza
Dossi Salati (la fascia più alta della sottozona Grumello denominata "Dossi Salati", nei comuni di Montagna in Valtellina e Sondrio). Esposizione: sud - altitudine: 500-650 m/slm - superficie: 2,5 ha Ceppi/ha: 4.000 Sesto impianto: 120/150 cm fra filare e filare, 100/120cm tra vite e vite.
Nazione
Italia
Annata
2022
Regione
Lombardia
Formato
0.75 l
Colore
Rosso
Denominazione
DOCG

Nebbiolo (Chiavennasca)
Guyot
Dossi Salati (la fascia più alta della sottozona Grumello denominata "Dossi Salati", nei comuni di Montagna in Valtellina e Sondrio). Esposizione: sud - altitudine: 500-650 m/slm - superficie: 2,5 ha Ceppi/ha: 4.000 Sesto impianto: 120/150 cm fra filare e filare, 100/120cm tra vite e vite.
Composti da sabbia e ghiaia; poco profondo e con uno strato superficiale molto compatto. Terreno con reazione sub-acida.
65 q.li/Ha
Manuale, tra la seconda e la terza settimana di ottobre.
Durante la raccolta la sanità e la completa maturazione dei grappoli assumono la massima importanza. Il primo passaggio tra i filari è dedicato alla raccolta dell'uva con le caratteristiche desiderate che viene portata immediatamente in cantina per l'ammostamento. La macerazione si protrae per un periodo di 10-12 giorni a una temperatura di fermentazione compresa tra 25-32°C. Durante questo periodo si avvicendano cicli di rimontaggio e follature del cappello. Il compimento della fermentazione malolattica avviene entro la primavera.
In piccoli fusti di rovere francese per 16 mesi. Segue un breve periodo in acciaio prima dell'imbottigliamento. L'affinamento si completa in bottiglia per almeno un anno prima della commercializzazione.
Vino dal colore rosso rubino, profumi intensi e molto complessi con sentori balsamici e di tabacco. La bocca è importante dal finale avvolgente e retrogusto particolarmente lungo.
"Essendo in Tilio, al presente detto Teio, d'onde ne hebbe il nome la valle, bevei di un vino...che credo fermamente ch'egli sia il miglior, che al mondo si beva." Ortensio Lando
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