La meglio gioventù del vino in rosa
Una nuova generazione tutta al femminile si sta facendo sempre più largo nel mondo del vino, conquistandolo con competenza, passione e visione. Giovani enologhe, produttrici e imprenditrici stanno ridefinendo il modo di intendere il vino e di raccontarlo, divenendo portavoce di una nuova grammatica del gusto. Sguardo al futuro, radici profonde nel territorio, innovazione e consapevolezza si riflettono in ogni etichetta prodotta da queste giovani donne, capaci di trasformare un mestiere antico in un linguaggio contemporaneo, come dimostrano i 12 vini che abbiamo selezionato in occasione della Giornata internazionale della donna.
Castello di Uviglie, Albarossa 1491
Nel cuore del Monferrato, Castello di Uviglie custodisce con orgoglio e responsabilità una tradizione enologica antica oltre cinque secoli. Una storia che affonda le radici nel 1491, la cui eredità è raccolta dalla famiglia Bonzano, impegnata a rendere il Monferrato tra i territori più prestigiosi del Piemonte, salvaguardandone i vitigni autoctoni e affiancandoli a una sperimentazione di eccellenza. Un progetto che vede in prima linea anche Francesca Bonzano, dal 2020 dedita allo sviluppo dell'azienda di famiglia e alla valorizzazione dei vitigni nativi di questo territorio come il rarissimo Albarossa, incrocio di Barbera e Nebbiolo di Dronero. Dimenticato e poi riscoperto, questo vitigno dà vita a vini longevi, strutturati e intensi, che rendono ogni calice un'esperienza, proprio come Albarossa 1941. Un rosso dal colore rubino profondo e impenetrabile, dal bouquet olfattivo complesso e profondo, con note di confettura di frutti rossi e neri che incontrano note erbacee e di tabacco, pepe nero, cacao amaro e scorza di rovere. Intenso, speziato, dalla trama tannica fitta e robusta, al palato rivela sapidità e sapori di radice di liquirizia, tipici del terroir monferrino. Un rosso gastronomico che dà il suo meglio con primi piatti e zuppe saporite, carni rosse speziate, cacciagione arrosto e formaggi a lunga stagionatura.
L'Autin, Le Ramìe
Là dove le Alpi piemontesi si ergono maestose vicino al confine francese, Elisa Camusso guida l'Autin con uno scopo chiaro, ispirato dall'esempio di suo padre e di suo nonno, portando avanti la loro visione: custodire i vitigni autoctoni e onorare la tradizione. Ma lo fa con uno sguardo tutto suo, esplorando nuove espressioni attraverso varietà internazionali, mantenendo un legame profondo con la sua terra. Una terra che chiede coraggio, dove coltivare la vite sulle pendici scoscese del Monviso è un gesto di resilienza. Ed è qui che nasce Le Ramìe, un rosso estremo e eroico, da uve di Avanà, Avarengo, Chatus, Becuet, Montanera di Perosa e Nebbiolo del vigneto di Pomaretto. Fresco, accogliente e vivace, fonde uve tradizionali in un vino dalla struttura forte e dall'anima decisa. Uno dei pochi vini alpini multivarietali prodotti ancora oggi che si contraddistingue per i suoi sentori di frutta rossa matura, spezie morbide, tannini freschi e limpideza di montagna. Perfetto per accompagnare piatti come carne cruda all'albese, agnolotti al sugo di carne, risotto alla bagna cauda, bollito misto, carni rosse alla griglia e toma di montagna.
La Valle, Naturalis Extra Brut Franciacorta M.C.
"Due figlie che custodiscono la passione del padre e insieme continuano il suo sogno, che a oggi è diventato il loro, ovvero produrre vini di qualità": si descrivono così le sorelle Francesca e Cristina Pezzola, al timone insieme al padre Eugenio della cantina La Valle, fondata nel 1991 a Rodengo Saiano, nel cuore della Franciacorta. Una realtà in cui poesia e tecnica, passato e futuro si fondono per dare vita a spumanti che lasciano il segno come Naturalis, un Extra Brut frutto di una meticolosa selezione e di un assemblaggio armonioso di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. Un millesimato elegante, che nasce solo in annate di rara eccellenza, che spicca per il suo perlage persistente, fitto e molto fine, per il suo bouquet intenso con note di frutta, pesca, mango, miele e marcate fragranze di lievito e pasticceria. In bocca è secco, fresco e sapido, molto equilibrato, armonico: da gustare con crudità di pesce, fritture, sushi, risotti ai frutti di mare e per accompagnare verdure grigliate e insalate di asparagi.
Cà Lojera, Lugana Riserva del Lupo
Un pizzico di coraggio e follia, unito a passione e determinazione, ha dato il via nel 1989 a Cà Lojera, una delle realtà più autentiche del Lugana. Tra Sirmione e le colline moreniche di Ponti sul Mincio, Ambra e Franco Tiraboschi hanno creato una cantina capace di evolversi senza perdere il legame con la propria storia, guardando al futuro con l'originario spirito di dedizione e curiosità: un testimone oggi raccolto dalla nipote Marta Aldini che prosegue lungo la rotta tracciata dai nonni, nella produzione di vini unici ed eleganti, come il Lugana Riserva del Lupo. Ottenuto da uve 100% Turbiana, questa riserva è un bianco intenso e complesso, con un profilo fruttato ed erbaceo, pronto da bere ma ideale anche per l'invecchiamento. Un Lugana che conquista con i suoi profumi di note agrumate, miele e albicocca secca, zafferano e frutta candita, mentre al sorso è morbido, elegante e con una mineralità persistente. Ideale da abbinare a pietanze eleganti come ostriche, aragosta, ma anche piatti dalla cucina orientali a base di pesce.
Pravis, BelleAmour Rosé
Non solo il legame di sangue ma anche l'amore per la viticoltura e l'enologia è ciò che unisce Erika e Giulia Pedrini, le sorelle di Pravis, azienda di Lasino che guidano insieme al padre Domenico, accomunati da una concezione del vino sospesa tra passato, presente e futuro: legata alle radici contadine trentine e affiancando alla produzione di varietà autoctone quella di una selezione di varietà internazionali, anticipando il futuro piantando, tra i primi in Italia, varietà a impatto zero PIWI. Una voglia di sperimentare che si ritrova anche in BelleAmour, un rosato nato da uve di Schiava Gentile; beverino e allegro, con un colore rosa chiaro, una vivacità aromatica fresca e volutamente asprigna. Un vino d'annata di facile impatto, da sorseggiare fresco per cogliere appieno tutta la sua gentilezza, sia come aperitivo sia in abbinamento a carpacci e grigliate di pesce, paella, tortelli di zucca, pizza, baccalà mantecato.
Fagarini, Müller Thurgau Masiere
"Il Masiere è stato il primo vino prodotto in azienda e nasce per stravolgere la classicità di questa tipologia di vini: totalmente diverso dai classici compagni e definito a volte troppo fuoriclasse ma unico e particolare, viene prodotto da sole uve Müller Thurgau provenienti da vigneti con terreni estremamente ghiaiosi, da qui il nome Masiere, cioè mucchi di pietra derivanti dallo spietramento dei campi." Descrive così il suo Müller Thurgau Tania Gozzer, giovane vignaiola a capo dell'azienda Fagarini. Nei 4,5 ettari di famiglia, situati sul conoide ghiaioso di Novaledo, in Valsugana Tania vinifica con passione vini particolari, con un bouquet delicato e sorprendente, proprio come il Masiere. Armonioso e delicato, questo bianco spicca per la sua freschezza, che ne esalta la finezza e lo rende ottimo come aperitivo. Minerale e con un bouquet di profumi che spaziano dalle note di fiori di acacia alle note balsamiche di rosmarino e salvia, Masiere è perfetto da bere giovane ma anche da stappare a distanza di qualche anno in accompagnamento ad antipasti di mare, crudi di pesce e formaggi freschi.
Diletta Tonello, ioTeti
Una bollicina che guarda al futuro a 360 gradi: dinamico, vulcanico e accogliente, lo spumante Metodo Classico ioTeti riflette il carattere prorompente dell'enologo Diletta Tonello, alla guida della cantina di famiglia nel cuore dei Monti Lessini. Una visione audace e innovativa, quella di Diletta, ex presidente del Consorzio di Tutela Vini del Lessini Durello, che con cura e dedizione ha saputo rilanciare la Durella portandola alla sua massima espressione e producendo vini unici e affascinanti come ioTeti. Giovane, fresca, elegante e minerale, questa bollicina dal perlage fine e persistente e una spuma cremosa sprigiona al naso profumi di pane tostato e agrumi, mentre il sorso minerale lascia spazio in conclusione a una buona sensazione di pulizia in bocca. Ottimo come aperitivo, perfetto con crostacei, pesce in genere e in particolare con il baccalà alla Vicentina.
Provveditore, Vermentino Maremma Il Bargaglino
A Scansano, nelle verdi colline della Maremma, nel sud ovest della Toscana, il nome Provveditore Bargagli è inscritto nella storia vinicola dell'area ed è sinonimo di lungimiranza e innovazione. Due tratti che ritroviamo anche in Cristina Bargagli, quarta generazione della famiglia attiva dai primi del Novecento, che prosegue quanto fatto finora in un continuo equilibrio tra tradizione e innovazione. Un binomio, questo, che rappresenta il valore aggiunto della produzione di Provveditore che annovera accanto al Morellino di Scansano anche bianchi eccezionali come il Vermentino Maremma il Bargaglino. Blend di Vermentino, Trebbiano Toscano, Ansonica, Chardonnay e Sauvignon, questo bianco si apre al naso con profumi di zagara di bergamotto, timo, sentori di cocco e mandorla, mentre al palato risulta ben equilibrato, persistente, molto minerale. Da stappare come aperitivo e in accompagnamento a crostacei, frutture, minestroni, risotti primaverili, carni bianche saporite o alla griglia, piatti a base di uova, salumi non molto impegnativi, verdure grigliate.
Cossignani L.E. Tempo, Extra Brut Blanc de Blancs M.C.
Letizia Cossignani, classe 1992, è la co-fondatrice insieme al fratello Edoardo della cantina marchigiana Cossignani L.E. Tempo: una scommessa basata su un progetto identitario e incentrato sulla produzione esclusiva di Spumanti Metodo Classico in Val Menocchia. Qui, nel cuore pulsante del piceno, Letizia e suo fratello hanno investito su vitigni autoctoni e sull'impronta stilistica del territorio, traducendoli in una veste del tutto nuova, che riflette la spinta innovatrice di questa Next Generation e il valore che viene attribuito al tempo nella lettura dei loro vini. L'idea di spumantizzare uve locali come il Pecorino è stata ispirata dal territorio stesso: l'indole arcaica di questo vitigno trova, infatti, nell'area della Val Menocchia le condizioni ideali per esprimere al meglio le sue sferzanti acidità e sapidità che si ritrovano nell'Extra Brut Blanc de Blancs. Un Metodo Classico biologico che accarezza il palato con una spuma soffice e un perlage delicato ma persistente, e che stuzzica l'olfatto con un'importante freschezza aromatica agrumata costellata da delicate note boisè di burro fuso. In bocca è brioso, fresco, secco e sapido: da gustare con antipasti di pesce e carni bianche.
Argillae, Orvieto Superiore
"L'Orvieto Superiore rappresenta la mia "mission impossible", la mia sfida con la next generation di consumatori con l'obiettivo di far tornare l'Orvieto ad essere un vino "moderno", "cool", giovane nel gusto e nello stile": a parlare è Giulia di Cosimo, viticoltrice e proprietaria di Argillae, cantina di Allerona, situata a 20 km circa a nord di Orvieto. Per raggiungere il suo intento Giulia ha lavorato su un blend che unisce a due varietà storiche come Procanico e Grechetto due varietà internazionali come Chardonnay e Sauvignon Blanc. Il risultato è un vino fresco, aromatico e con una bassa gradazione alcolica, ideale per il consumo veloce al calice, per l'aperitivo e in abbinamento a portate di pesce, primi piatti a base di verdure e con cacciagione. Un vino elegante e piacevole ma senza "fronzoli", come lo definisce Di Cosimo, con profumi di fiori gialli, sentori di agrumi e frutti tropicali. Al palato è ampio, con note minerali e sorretto da un'interessante acidità e un finale rinfrescante.
Tenuta Santi Giacomo e Filippo, Bianco Marche Fogliola
Quattordici ettari di vigneto, nel cuore verde del Montefeltro, nelle campagne di Urbino, coltivati con passione, determinazione e intraprendenza da Marianna Bruscoli, giovane e dinamica produttrice alla guida di Tenuta Santi Giacomo e Filippo. Terza generazione della famiglia Bruscoli, Marianna porta avanti quanto tracciato dai nonni Antonio ed Ercole: concretezza artigiana, costante sguardo al futuro e consapevolezza del valore del territorio. E proprio i vini della cantina raccontano la tradizione di quest'area, come il Bianco Marche Fogliola, un vino giovane e di pronta beva il cui nome deriva da una pietra mmiliare e ritrovata all'interno della tenuta su cui era incisa la scritta "Divis della fogliola 1806". Di un elegante colore giallo paglierino, Fogliola regala al naso sentori di fiori bianchi, esotici e agrumati, con un'ottima intensità. In bocca si presenta sapido, fresco e acidulo nell'equilibrio; un vino intelligente e piacevole, perfetto per un bicchiere tra amici all'ora dell'aperitivo, oltre che con piatti di pesce magri, carni bianche e formaggi freschi.
Petrelli, Petricore Salento Rosato
Una viticoltura d'eccellenza in mezzo a due mari: a Carmiano, in provincia di Lecce, Cantina Petrelli si dedica da tre generazioni alla coltivazione, con amore quasi filiale, dei propri vitigni da cui nascono uve autoctone e vini di altissima qualità. Dal 2020 al timone dell'azienda c'è la giovane enologa Chiara Petrelli che custodisce la peculiarità, il calore e la bellezza di un territorio generoso come quello leccese. Tra i vini prodotti, quello che più rappresenta e somiglia a Chiara è Petricore, un rosato prodotto da uve Aleatico, che cattura lo sguardo con le sue sfumature rosa delicato e riflessi violacei, mentre al naso spicca per la sua aromaticità tra sentori di frutta fresca, rosa, agrumi e vaniglia. In bocca è fresco e fruttato, con una giusta acidità che lo rende versatile negli abbinamenti: dai crudi di pesce ai frutti di mare, dalle orecchiette con cime di rapa alla bombetta salentina fino alla parmigiana di melanzane.


