Proposta Vini ti dà il benvenuto

Prima di accedere dichiara di essere maggiorenne.

Proposta Vini ti dà il benvenuto

Risultati della ricerca

Special Projects

Questa icona indica i prodotti dei Nostri Progetti, ovvero vini rari e fuori dalle logiche di standardizzazione.

    Back
    Torna al blog

    Silvia, figlia della terra e del vino

    venerdì, 18 settembre 2026 Maddalena Frigerio, venerdì, 18 settembre 2026 (0 minuti di lettura)

    Arrivati a Nervesa della Battaglia, piccola cittadina adagiata accanto al fiume Piave, è il sorriso di Silvia ad accoglierci.

    Giovane, solare e intraprendente, Silvia porta avanti una storia che affonda le proprie radici nella terra e nella sua famiglia: prima il nonno, poi il padre, e oggi lei. L'azienda nasce dalla coltivazione di ortaggi, come il radicchio e l'asparago, prodotti simbolo del territorio trevigiano. Poi, negli anni Novanta, arriva la vigna. E' il nonno Bepi a dare inizio alle prime piantumazioni, aprendo così un nuovo capitolo nella storia di famiglia.

    Mentre camminiamo tra i filari, Silvia ci racconta di quanto abbia sempre vissuto il mondo agricolo con naturalezza e gioia. Fin da bambina aspettava con impazienza l'arrivo dell'estate, quando poteva trascorrere le sue giornate insieme al papà e al nonno nei campi, tra i profumi dell'orto e quelli dolci dell'uva appena raccolta.

    "E' un ambiente che ho sempre vissuto con molta naturalezza - ci racconta - una volta cresciuta, dovendo decidere quale scuola frequentare e sentendo spesso nominare il termine enologo, ho deciso di intraprendere questo percorso di studi."

    Una scelta che, negli anni, si è trasformata in una vera vocazione.

    Terminati gli studi, Silvia decide di tornare alla propria terra e di costruire un percorso capace di custodire e, allo stesso tempo, rinnovare la storia della sua famiglia e del territorio che la circonda. Comincia così a coltivare alcuni dei vitigni tradizionali più legati a queste colline: l'Incrocio Manzoni, il Verdiso, la Perera, la Bianchetta e il Raboso Piave.

    Sono vigne che raccontano un luogo, la sua memoria e il carattere di chi lo abita. E Silvia sceglie di ascoltarle, lasciando che la tradizione diventi il punto di partenza per guardare al futuro.

    Una mascotte tra i filari

    Continuando la nostra passeggiata, lo sguardo cade sul logo dell'azienda, dove campeggia la figura di un germano reale. Chiediamo a Silvia quale storia si nasconda dietro quell'immagine.

    La risposta, naturalmente, è una storia di campagna, di incontri inattesi e di rispetto per la natura.

    La famiglia di Silvia ha sempre avuto un rapporto attento e rispettoso con la fauna che abita i campi e i vigneti. Un giorno, mentre stavano lavorando l'erba tra i filari, si sono imbattuti in una cucciolata di germani reali.

    "Abbiamo aspettato la fine della giornata per concludere il lavoro e, tornando nel filare, i cuccioli erano ancora lì ad attenderci. A fine giornata li abbiamo portati a casa con noi."

    Un recinto di fortuna è diventato per quella notte la loro nuova casa. Ma un forte temporale, durante la notte, ha spazzato via il piccolo rifugio e con lui quasi tutti i suoi abitanti.

    Quasi tutti. Uno soltanto è rimasto. "Da quel giorno è diventato la nostra mascotte."

    E così, tra i filari, un piccolo germano realo è entrato nella storia di famiglia, diventando il simbolo di un legame profondo con la natura che circonda e accompagna ogni giorno il lavoro in vigna.

    I vini

    Silvia ci conduce poi nella cantina dove riposano e affinano i suoi vini rossi. Qui il tempo sembra avere un ritmo diverso: più lento, paziente, scandito dal legno e dall'attesa.

    E' qui che prendono forma il Rosso Solstizio e il Malanotte del Piave DOCG, due vini che raccontano, ciascuno a modo proprio, la volontà di Silvia di interpretare il territorio senza rinunciare alla propria idea di vino.

    "Il Malanotte del Piave DOCG è un vino molto particolare. Ho voluto quindi intraprendere un percorso innovativo e moderno per rendere questo vino al tempo stesso più giovanile ma che valorizzasse il vitigno Raboso Piave."

    Un'uva dal carattere forte, tenace, rustico, profondamente legata a questa terra. Un vitigno che Silvia ha scelto di guardare con occhi nuovi, senza tradirne l'anima.

    "E' infatti un vitigno tenace e rustico e io ho voluto reinterpretarlo in chiave più moderna."

    Nel calice, il tempo diventa parte integrante del vino: una parte di uve passite, tre anni di affinamento in legno e un ultimo anno in acciaio. Quattro anni in cui il vino resta in silenzio, lasciando che il tempo faccia il proprio lavoro.

    Tra i filari di Nervesa della Battaglia, Silvia sta scrivendo così la propria storia: con radici profonde nel passato e lo sguardo rivolto al futuro.

    I Racconti Più Recenti

    Vogliamo raccontarti una storia

    Scopri il progetto

    Conosci il produttore

    Leggi la storia precedente

    Leggi la prossima storia

    Leggi tutto l'articolo

    Approfondisci

    Scopri

    Espandi

    Chiudi

    Raccontano di me...

    Leggi il catalogo

    Leggi il prossimo catalogo

    Leggi il catalogo precedente

    Download volantino