Metodo Familiare: l'archetipo dello spumante italiano
Per raccontare il Metodo Familiare, una delle più antiche tecniche di produzione delle bollicine, è impossibile non partire dal Progetto "Bollicine da Uve Italiane": una selezione di spumanti ottenuti da vitigni tradizionali italiani che mette in luce la straordinaria diversità e freschezza espressa dai territori del nostro Paese, a ogni latitudine e altitudine.
L'obiettivo del marchio è valorizzare gli spumanti prodotti da uve la cui presenza e coltivazione siano storicamente documentate nei territori d'origine. Non vengono imposti specifici metodi di vinificazione o di spumantizzazione: l'unico requisito imprescindibile è la presenza del perlage, l'elemento che accomuna tutte le espressioni delle bollicine.
Alla base del progetto c'è una riflessione apparentemente semplice, ma capace di offrire una prospettiva nuova sul panorama spumantistico italiano. L'attenzione si sposta infatti sulla straordinaria biodiversità viticola che rende l'Italia un caso unico al mondo.
Le antiche varietà autoctone italiane, sia a bacca bianca sia a bacca rossa, sono spesso caratterizzate da una naturale ricchezza di acidità. Questa qualità permette di ottenere spumanti di grande personalità anche in aree calde o a quote non particolarmente elevate. L’utilizzo di questi vitigni consente di intraprendere una strada autenticamente italiana verso la spumantizzazione: un percorso che guarda con rispetto e ammirazione ai grandi insegnamenti provenienti dalla tradizione francese, ma che afferma con orgoglio una propria identità.
I risultati ottenuti negli anni hanno dimostrato come l’acidità naturale di alcune varietà permetta la produzione di spumanti anche in contesti geografici che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati improbabili. Oggi la selezione di Bollicine da Uve Italiane comprende centinaia di etichette, capaci di rappresentare la varietà, la ricchezza e l’unicità del patrimonio vitivinicolo nazionale.
Come scrive il sommelier ASPI Marco Larentis:
“Bianche, rosate o rosse; alcune da bere giovani, altre destinate a una lunga maturazione; celebri o poco conosciute; per ogni occasione e per ogni tasca. Sono le bollicine: allegre, stuzzicanti, armoniose, briose, frizzanti, festose.”
Le bollicine possono nascere attraverso differenti metodi produttivi. Dal metodo Champenoise, conosciuto in Italia come Metodo Classico, con rifermentazione in bottiglia, remuage e dégorgement; al metodo Martinotti, più noto come Charmat, che prevede la rifermentazione in grandi recipienti ermetici; fino al Metodo Familiare, probabilmente la forma più antica e spontanea di produzione dello spumante.
Quale sia il metodo migliore spetta al gusto personale. Ciò che conta davvero è trovare la chiave di lettura più adatta per interpretare il messaggio che ogni vino vuole trasmettere. L’occasione, lo stato d’animo e la compagnia contribuiranno alla scelta. E il giudizio finale sarà sempre personale e insindacabile.
Che cos'è il Metodo Familiare?
Il Metodo Familiare porta nel suo stesso nome il richiamo a una produzione domestica e tradizionale, legata a una famiglia, a un territorio e a un sapere tramandato di generazione in generazione.
La rifermentazione avviene generalmente in primavera, talvolta all’inizio dell’estate. Con l’arrivo dei primi caldi, il vino “si risveglia” e riprende la trasformazione degli ultimi zuccheri residui rimasti inattivi durante l’inverno. Ha così inizio una seconda fermentazione naturale direttamente in bottiglia, un processo che segue i ritmi della natura e che, a differenza del metodo Martinotti, non può essere replicato artificialmente in qualsiasi momento dell’anno.
Al termine della fermentazione il vino diventa spumante e sviluppa il proprio perlage. Come nel Metodo Classico, si formano depositi di lieviti sul fondo della bottiglia; tuttavia, nel Metodo Familiare questi residui non vengono eliminati tramite sboccatura, ma rimangono a contatto con il vino.
È proprio questa caratteristica a renderlo unico. Alcuni preferiscono decantare il vino in una caraffa per separarlo dal deposito e ottenere un bicchiere più limpido. Altri, invece, considerano l’ultimo bicchiere — quello che raccoglie i lieviti depositati sul fondo — il più ricco, autentico e affascinante dell’intera bottiglia.
In fondo, il Metodo Familiare rappresenta una delle espressioni più genuine del vino: un incontro tra natura, tradizione e tempo, capace di raccontare senza filtri il carattere del territorio da cui nasce.


