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    Tre Bicchieri 2027: i vini del catalogo Proposta Vini premiati dal Gambero Rosso

    venerdì, 30 ottobre 2026 Valeria Di Rosa, venerdì, 30 ottobre 2026 (0 minuti di lettura)

    Trenta etichette, trenta espressioni della ricchezza e della diversità del patrimonio vitivinicolo italiano. Nell'edizione 2027 della guida Vini d'Italia del Gambero Rosso sono 27 i vini presenti nel catalogo Proposta Vini che conquistano i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida. A questi si aggiungono tre etichette inserite nella selezione dei 50 Vini Rari 2027.

    Dalle vigne alpine della Valle d'Aosta ai Nebbioli dell'Alto Piemonte, dalla Valpolicella al Carso, dalle colline marchigiane ai territori vulcanici della Campania, fino alle isole del Mediterraneo, le etichette selezionate compongono un mosaico di vitigni, paesaggi e tradizioni produttive. Un risultato che valorizza il lavoro di vignaioli capaci di interpretare l'identità dei propri territori e raccontarne le peculiarità attraverso il vino.

    Piemonte e Valle d'Aosta: i Tre Bicchieri delle Alpi

    Il viaggio parte dal Piemonte, dove quattro etichette conquistano i Tre Bicchieri. Nell'Alto Piemonte troviamo il Valli Ossolane Nebbiolo Prünent Vigna La Fornace 2024 di Cantine Garrone, espressione della viticoltura di montagna della Val d'Ossola, e il Ghemme Cantalupo Anno Primo 2019 di Antichi Vigneti di Cantalupo, che racconta un'altra delle storiche denominazioni del Nebbiolo piemontese.

    Spostandosi nel Monferrato, il riconoscimento va a due Barbera del Monferrato Superiore: Albarola 2020 di Tacchino e Bruno Bonzano 2021 di Castello di Uviglie, due interpretazioni di uno dei vitigni più rappresentativi del territorio.

    In Valle d'Aosta il massimo riconoscimento va al Vallée d'Aoste Pinot Gris 2025 di Lo Triolet, cantina di Introd che racconta attraverso i propri vini una viticoltura alpina fatta di altitudine e forti pendenze.

    Dal Trentino-Alto Adige al Friuli-Venezia Giulia: le diverse espressioni del Nord-Est

    In Trentino-Alto Adige il riconoscimento va a due vini profondamente diversi tra loro. Il Trentino Vino Santo Arèle 2015 di Pravis racconta la tradizione della Valle dei Laghi e la produzione di uno dei vini dolci più caratteristici del territorio, mentre l'Alto Adige Lagrein Vigna Klosteranger Riserva 2022 di Muri-Gries porta l'attenzione su uno dei vitigni rossi simbolo dell'Alto Adige, interpretato da una cantina profondamente legata alla tradizione vitivinicola di Bolzano.

    Quattro le etichette premiate in Veneto. Dalla Valpolicella arrivano l'Amarone della Valpolicella Case Vecie 2019 di Brigaldara e l'Amarone della Valpolicella Classico Albasini 2019 di Villa Spinosa, due interpretazioni di uno dei vini più iconici della regione.

    A queste si aggiungono il Colli Euganei Rosso Ortone Riserva 2022 di Quota 101, espressione del territorio collinare padovano, e il Soave Classico Brognoligo Battistelle 2024 di Le Battistelle, che racconta la vocazione del territorio del Soave per i grandi vini bianchi, attraverso il vitigno Garganega e i suoli di origine vulcanica.

    Nel vicino Friuli-Venezia Giulia conquista i Tre Bicchieri il Collio Malvasia 2022 di Damijan Podversic, espressione di un territorio in cui la Malvasia trova una delle sue interpretazioni più caratteristiche, grazie anche a un approccio produttivo che valorizza la struttura e la complessità del vitigno.

    Liguria ed Emilia-Romagna: dal Vermentino al Lambrusco

    In Liguria conquista i Tre Bicchieri il Colline di Levanto Vermentino Luccicante 2025 di Cà du Ferrà, espressione della viticoltura della Riviera ligure di Levante, dove i vigneti si sviluppano tra colline e mare.

    In Emilia-Romagna il riconoscimento va invece al Lambrusco di Sorbara Leclisse 2025 di Alberto Paltrinieri, una delle interpretazioni del Sorbara che raccontano il lavoro di valorizzazione di questo vitigno e del suo territorio d'origine.

    Toscana e Marche: dal Ciliegiolo al Verdicchio

    Scendendo verso il Centro Italia, in Toscana sono due le etichette premiate: il Maremma Ciliegiolo San Lorenzo 2023 di Sassotondo, che porta al centro dell'attenzione il Ciliegiolo e il suo legame con la Maremma, e il Chianti Classico 2023 di Pomona, espressione di una delle denominazioni storiche del vino italiano.

    Particolarmente significativa la presenza delle Marche, con quattro vini premiati, tre dei quali ottenuti da Verdicchio dei Castelli di Jesi: il Castelli di Jesi Verdicchio Classico Ambrosia Riserva 2023 di Vignamato, il Castelli di Jesi Verdicchio Classico Origini Riserva 2024 di Fattoria Nannì e il Castelli di Jesi Verdicchio Classico Rincrocca Riserva 2023 de La Staffa.

    Tre cantine e tre interpretazioni dello stesso vitigno che raccontano la capacità del Verdicchio di assumere sfumature differenti a seconda del luogo, delle scelte in vigna e del lavoro in cantina. Ma soprattutto tre riconoscimenti che confermano il ruolo di questo vitigno tra i grandi bianchi italiani, capace di esprimere struttura, complessità e longevità.

    A completare il quadro marchigiano è il Brut Rosé Metodo Classico 2023 di Cossignani L. E. Tempo, che porta tra i premiati anche un'espressione della spumantistica regionale.

    Umbria e Lazio: tra anfore e Metodo Classico

    In Umbria entra tra i Tre Bicchieri 2027 il Primo d'Anfora 2023 di Argillae, un vino che racconta una particolare interpretazione della vinificazione in anfora.

    Nel vicino Lazio il riconoscimento va al Sergio Mottura Brut Nature Metodo Classico 2016 di Sergio Mottura, cantina di Civitella d'Agliano, nell'Alta Tuscia, territorio storicamente legato alla coltivazione del Grechetto.

    Dall'Abruzzo alla Campania: tra Cerasuolo, vulcani e vigneti sul mare

    Il viaggio verso Sud continua in Abruzzo con il Cerasuolo d'Abruzzo Rosa-ae 2025 di Torre dei Beati, profondamente legato alla tradizione vitivinicola regionale e all'uva Montepulciano.

    Tre le etichette premiate in Campania, provenienti da territori accomunati dalla presenza del mare e da paesaggi viticoli fortemente caratterizzati. Dai Campi Flegrei arriva il Campi Flegrei Falanghina Cruna DeLago 2024 de La Sibilla, espressione di un'area vitivinicola di origine vulcanica.

    Sulla Costiera Amalfitana conquista i Tre Bicchieri il Costa d'Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2025 di Marisa Cuomo, nato dalle vigne coltivate sui terrazzamenti di Furore, dove la viticoltura si sviluppa tra forti pendenze e vicinanza al mare.

    A completare il quadro campano è l'Ischia Bianco Superiore Lefkos 2024 di Cenatiempo, prodotto sull'isola di Ischia, altro territorio in cui la natura vulcanica dei suoli contribuisce a definire l'identità dei vini.

    Sardegna e Sicilia: i Tre Bicchieri delle isole

    Il viaggio si conclude nelle due isole maggiori del Mediterraneo. In Sardegna il riconoscimento va al Cannonau di Sardegna CNS Memorie di Vite 2022 di Quartomoro di Sardegna, espressione di uno dei vitigni più rappresentativi della tradizione enologica isolana.

    In Sicilia conquista invece i Tre Bicchieri il Grotta dell'Oro 2025 di Hibiscus, prodotto sull'isola di Ustica, dove la viticoltura si confronta con un ambiente mediterraneo caratterizzato dalla presenza del mare e dalla natura vulcanica del territorio.

    Tre etichette del catalogo Proposta Vini tra i 50 Vini Rari 2027

    Accanto ai 27 Tre Bicchieri, l'edizione 2027 della guida Vini d'Italia del Gambero Rosso riserva un ulteriore riconoscimento a tre etichette del catalogo Proposta Vini, inserite nella selezione dei 50 Vini Rari, dedicata a produzioni particolari e meno comuni del panorama enologico italiano.

    Tra queste il Metodo Ancestrale Extra Brut Glera 18/10 di Skerk, prodotto sul Carso, territorio caratterizzato dalla roccia calcarea, dalla Bora e dalla vicinanza dell'Adriatico. Un vino che racconta una particolare interpretazione della spumantizzazione e il legame con un'area vitivinicola dalla forte identità.

    Dall'Alto Adige arriva invece l'Alto Adige Lagrein Gries Trigon Riserva 2023 di Tenuta Hans Rottensteiner, espressione del Lagrein coltivato nella storica zona di Gries, a Bolzano, dove questo vitigno trova una delle sue aree di elezione.

    Completa la selezione il Vallée d'Aoste Chambave Muscat Flétri 2024 de La Vrille, vino da uve appassite che affonda le proprie radici nella tradizione vitivinicola valdostana e racconta un'altra sfaccettatura della produzione enologica alpina.

    Tre vini molto diversi per territorio, vitigno e stile produttivo, accomunati dalla capacità di raccontare tradizioni e interpretazioni enologiche peculiari, valorizzando la diversità del patrimonio vitivinicolo italiano.

    Trenta vini, un viaggio attraverso i territori italiani

    Da Nord a Sud, i 27 Tre Bicchieri e i tre vini selezionati tra i 50 Vini Rari 2027 attraversano denominazioni celebri e territori meno conosciuti, vitigni diffusi e varietà profondamente locali. Dai grandi rossi ai bianchi, dai vini dolci alle bollicine, ogni bottiglia racconta un modo diverso di interpretare il territorio.

    Un risultato che premia innanzitutto il lavoro delle cantine e dei vignaioli e che, allo stesso tempo, rispecchia la filosofia con cui Proposta Vini costruisce da sempre la propria selezione: ricercare produttori autentici, valorizzare la diversità del patrimonio vitivinicolo italiano e dare spazio a vini capaci di raccontare l'identità dei luoghi da cui provengono.

     

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